1. DONATELLA – Mal di testa ricorrenti senza causa organica
DOMANDA: Sono una donna di 45 anni, ho una vita tranquilla, un marito che amo ed una figlia adolescente. Mi divido tra lavoro, spesa, genitori e commissioni domestiche. Di frequente ho dei forti mal di testa che mi bloccano e spesso mi costringono a letto. Ho fatto innumerevoli esami e consultato specialisti, ma non hanno trovato niente. Viaggio costantemente con nella borsetta ogni tipo di analgesico. Insomma non sto mai bene e ogni giorno che passa sono più depressa. Cosa devo fare?
RISPOSTA DELLA DOTT.SSA GRAZIOLI: Cara Donatella, gli esami e le visite mediche non hanno evidenziato alcuna patologia, in pratica stai male, ma non hai niente. Allora il tuo mal di testa è messaggero di qualcosa che altrimenti non ascolteresti. Vediamo che cosa potrebbe dirti: “Fermati, non pensare a lavoro, spesa, genitori e commissioni familiari, sta ferma e occupati della tua testa”, cioè di te.
Questo è chiaramente solo un esempio, che cosa ti vuole comunicare il tuo mal di testa io non lo so, lo dovrai scoprire. I mali del nostro corpo quando non sono il sintomo di una malattia, sono il lamento della nostra anima inascoltata, che non trova altro modo per farsi sentire.
2. ALEX – Rapporto post-terapia con la psicoterapeuta
DOMANDA: Gentile Dott.ssa Grazioli, sono la stessa Alex che le scrisse in passato. Seguendo il suo consiglio, ho contattato la mia psicoterapeuta qualche mese dopo, il timore di non ottenere il colloquio era infondato: infatti ci siamo riviste (due volte nel giro di dieci mesi) con risultato eccellente. La mia psicoterapeuta non si è smentita, mi ha trattato con il garbo di sempre. La domanda che le rivolgo è la seguente: una persona che torna in maniera sporadica in seduta, pur non avendo problemi, deve considerarsi ancora una “paziente”? In altre parole: secondo lei la mia psicoterapeuta mi considera ancora una paziente?
RISPOSTA DELLA DOTT.SSA GRAZIOLI: Cara Alex, non posso sapere come ti considera la tua psicoterapeuta, di certo il vostro è un rapporto di grande affetto, ma tuttora dispari, diseguale, non fosse altro perché lei sa tutto di te e tu quasi niente di lei. Solo il tempo ti dirà in quali modi e quale forma prenderà la vostra relazione.
3. NADIA – Desiderio di rivedere la psicoterapeuta dopo la fine del percorso
DOMANDA: Gentile Dott.ssa Grazioli. Grazie ad un percorso psicoanalitico, terminato a luglio, sono “rinata”. L’unico grande problema: muoio dalla voglia di rivedere la mia psico. Devo tornarci?
RISPOSTA DELLA DOTT.SSA GRAZIOLI: Cara Nadia, credo proprio che la tua psico sarà felicissima di sapere che una sua ex paziente “rinata” ha tanta voglia di andare a salutarla, perciò telefonale o scrivile.
4. ANGELA – Superstizioni e comportamenti scaramantici limitanti
DOMANDA: Gentile dottoressa, mi chiamo Angela e non riesco a pensare che certi giorni e certe date siano sfortunate e che in quei giorni mi debbano capitare delle cose cattive. Così mi chiudo in casa e delle volte nemmeno mi muovo. Non so più cosa fare, mi consigli per favore.
RISPOSTA DELLA DOTT.SSA GRAZIOLI: Cara Angela, come scrive Stephen King: “Io ormai sono grande, adulto, sono un padre di famiglia, e uno scrittore che produce opere di pura fantasia. Io so che non c’è nulla sotto il letto, nulla dentro l’armadio o in cima alle scale buie, lo so. Ma non mi metterò mai a letto senza aver prima acceso la luce e guardato sotto il letto o dentro l’armadio”.
Come vede non è in cattiva compagnia: ciascuno di noi ha delle piccole manie scaramantiche, chi sfrega il cornetto prima di un affare, chi legge l’oroscopo e poi decide cosa fare, chi prima di una gara ripropone un rito propiziatorio che crede lo porti alla vittoria. Il pensiero magico fa parte di noi, in grande misura quando siamo bambini, molto meno, si spera quando siamo adulti.
In genere c’è qualcosa che abbiamo paura vada male e usiamo il pensiero magico per scongiurarlo. Questo infantile e primitivo modo di pensare deve restare confinato in tale piccolo spazio, se deborda e ci invade la vita, come sembra stia capitando a lei, c’è dell’altro e bisogna scoprirlo e affrontarlo.
Per esempio lei pensa di essere libera di fare ciò che deve e vuole solo in certi giorni, in altre parole solo in certi giorni si sente padrona della sua vita, nei giorni “no” è qualcun altro che decide che cosa le deve capitare e lei è assolutamente impotente. E se i giorni “no” aumentano, la sua vita si restringerà ancora?
Dott.ssa Daniela Grazioli